Pesca dell’ elemosina

Ragazzi, altro che cavedani, con la canna da pesca si svuotano i salvadanai! Pochi giorni fa un tizio, con molta fantasia e la passione per la pesca, è riuscito a fregare 210 euro dal cassetto delle offerte di una chiesina alle Cinque Terre, chiesa di San Giovanni Battista a Riomaggiore. Il tizio – un genio – munito di filo da pesca, nastro adesivo e rotella metallica è riuscito nell’impresa. Altro che rosari e Ave Maria, come direbbe il buon Diego, “eccezzziunale veramente”! Vorrei dire ai nostri valorosi eroi, Ighli e Gianfra: prendete esempio, riempite il salvadanaio di Buonapesca, che poi il pesce buono ce lo andiamo a mangiare già pescato!

Anche perché questa bizzarra pratica pare sia una nuova disciplina olimpica. Il tizio delle Cinque Terre non è certo un pesce solitario, ma al contrario in numerosa compagnia. A Pietrasanta, in Versilia, altro tizio geniale, arrivato da Biella con furore, qualche tempo fa aveva già dato il buon esempio su come portare a casa il malloppo in nome della pesca. L’ingegnoso ladruncolo introduceva il filo da pesca attaccato a delle astine di metro flessibili creando un’artigianale canna, il cui amo era costruito dal nastro biadesivo, riuscendo così ad arraffare i soldi che rimanevano attaccati.

Addirittura a Recoaro, invece che bersi l’acqua buona, una coppia (benestante!), marito e moglie over sessanta, sempre con i soliti trucchetti della canna da pesca e del nastro biadesivo, sono andati avanti per anni a riempire i loro salvadanai con le elemosina altrui, roba da matti! Vicino Como idem con patate, 43enne con canna da pesca rudimentale, metro estensibile, biadesivo e via!

  Cristina