Pesca al barbo: che emozione!!!!

 

Cari amici di buonapesca.it sono di nuovo io, Lap’is. Oggi vi voglio raccontare qual è il mio pesce preferito e pesca che amo di più, cioè il barbo e la tecnica che si pratica per catturarlo. Il barbo per chi non lo sapesse, è un ciprinide che vive nei fiumi con corrente medio/veloce. In alcuni casi molto particolari vive anche nei laghi che hanno un immissario in cui esso è presente,come per esempio in Austria nel lago Kuker au. Per insidiarlo , si utilizzano due tecniche principali: il feeder e la pesca a bolognese alla passata. Io pratico ambedue le tecniche di pesca, però quella che apprezzo di più è la bolognese. Questa tecnica mi piace maggiormente perché si ha un contatto quasi diretto con la lenza che scorre grazie la corrente, potendo quindi destreggiarla al meglio , effettuando continui rilasci di filo mediante l’archetto e piccoli inviti, la cosiddetta “trattenuta”.Gli spot più belli secondo me per praticare questo tipo di pesca, sono i grandi fiumi con forti correnti ed acqua limpida , popolati da grossi barbi europei (oppure spagnoli), che superano anche i 3 chili. Alcuni di questi spot sono per esempio il Taro,l’ Adda ed anche la Drava Grande in Austria. Effettuando questo tipo di pesca , nella maggior parte dei posti necessita l’entrata in acqua ,perché solitamente la parte del fiume più profonda è situata quasi praticamente sulla sponda opposta, quindi essendo il fiume molto largo non ci si arriva rimanendo sulla riva. L’attrezzatura che di solito si utilizza sono una bolognese di 6 o 7 metri, un mulinello abbastanza potente con in bobina almeno un 0,18 mm, un galleggiante che vada dai 2 ai 4 grammi o più a seconda della corrente, una spallinata abbastanza raccolta perché la lenza deve lavorare maggiormente sul fondale, un terminale di circa 30 centimetri di 0,14 mm ,un amo del 16 con circa 3 bigatti innescati per la testa in modo da lasciarli in libero movimento ,ed un paio di stivali alti . Questi elencati sono più o meno i requisiti che bisogna avere nella maggior parte degli spot, però essi possono variare. A me questo tipo di pesca piace molto perché oltre a metterti a contatto con la natura e farti visitare dei veri paradisi naturali, rilassa molto anche grazie al rumore della corrente, e ti regala spesso fantastici combattimenti con pesci molto potenti e che non mollano fino alla fine delle loro forze. Oltre tutto è molto emozionante il momento in cui vedi il galleggiante trasportato dalla corrente che se ne va sotto, tu ferri e senti resistenza che poi si trasformerà in una partenza velocissima da parte del pesce. Ringrazio in fine Ighli e Gianfranco che mediante i loro tanti video in cui praticano questa pesca (che vi invito a guardare), mi hanno fatto appassionare ancor di più di quanto lo sia già stato. Quindi consiglio veramente a tutti i pescatori di passare una bella mattinata di pesca al barbo, che di sicuro non vi farà pentire.

Ciao, Lap’is.