Metafore pescose

Alcuni più che proverbi sono quasi luoghi comuni, penso ad esempio al chi dorme non prende pesci, un evergreen. Ma in realtà perle di saggezza popolare, che prendano in prestito il piccolo pesciolino Nemo (e non solo) sono numerosi e stravaganti, perché ai toscani, si sa, quanto gli garbi parlar per metafore. Un po’ come quando uno viene e ti dice: a fiume torbido, guadagno di pescatore e, te, lo guardi con la faccia a punto interrogativo e rispondi: eh? Ecco, sappi che è una specie di parafrasi in salsa marina del domani è un altro giorno di Rossella O’ Hara. Perché quando tutto va male c’è sempre un lato positivo nelle cose, sta a noi andarlo a cercare e ripartire da lì.

C’è un tempo per pescare e un tempo per asciugare le reti. Ovvero i momenti di passaggio e di trasformazione professionale non sono mai semplici, né rapidi e spesso necessitano di pause per ascoltare. Ricominciare è sempre dura, ma si può.

Chi pesca con l’amo d’oro, qualcosa piglia sempre”, che è un po’ l’opposto del dire piove sempre sul bagnato, o meglio è la sua versione ottimistica. Ancora: il beccaio non ama il pescatore che, tradotto è: Ighli non ama Gianfranco. AHAHAHAH. Scherzo eh!

Per chiudere qui la prima puntata dei proverbi voglio citare la gatta vorrebbe mangiar pesci, ma non pescare, che evidentemente, a mia insaputa, è stato scritto per me: ovvio!

To be continue…

Baci amici di Buonapesca